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Domani alle 17 Tommasa Maio a "Il Tempo della salute"
L'importanza della prevenzione dell'influenza nella popolazione anziana è il tema al centro del dibattito che si svolgerà domani pomeriggio alle 17 nel corso della tavola rotonda organizzata dal "Corriere della Sera" durante "Il Tempo della Salute". Parteciperanno Tommasa Maio, medico di medicina generale e responsabile area vaccini e scuola di vaccinologia Fimmg, Andrea Orsi, professore associato di Igiene e Medicina Preventiva all'Università di Genova e dirigente Medico dell'Irccs Ospedale Policlinico San Martino, e il professor Francesco Dentali, direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell'Asst Sette Laghi (Va) e presidente eletto Fadoi.
"L'influenza negli anziani è un rischio che è meglio non correre. Nelle persone anziane infatti questa infezione è significativamente più pericolosa rispetto alle altre fasce di età per diversi motivi, fra cui il calo delle difese dovuto all'invecchiamento del sistema immunitario e la presenza frequente di patologie croniche che aumentano la fragilità e la possibilità di complicanze gravi. Non a caso nelle persone con più di 65 anni si osserva il maggior tasso di ospedalizzazione per influenza. In particolare i «grandi anziani», cioè le persone con più di 85 anni, hanno tassi di ricovero particolarmente elevati e una più alta probabilità di sviluppare polmonite o altre severe patologie correlate", si legge sul "Corriere della Sera".
"Sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale è quindi particolarmente importante dopo i 60 anni, anche per ridurre il carico sui reparti ospedalieri, segnatamente, ma non solo, quelli di medicina interna. La vaccinazione aiuta, oltretutto, anche a ridurre la diffusione del virus nella comunità. A dispetto di ciò l'analisi dei dati di copertura vaccinale antinfluenzale nella popolazione anziana in Italia mostra un trend chiaro e preoccupante. Prima della pandemia di Covid-19, la copertura vaccinale negli over 65 era generalmente sotto il livello minimo raccomandato del 75 per cento. Durante la pandemia, si è registrato un picco significativo con una copertura del 65,3 per cento nella stagione influenzale 2020- 2021, spinto dall'accresciuta consapevolezza della necessità di protezione tramite vaccino. Tuttavia dopo tale picco la copertura è calata progressivamente. Nel periodo post pandemia, nelle stagioni 2023-2024 e 2024-2025, la copertura per gli anziani si è infatti fermata rispettivamente al 53,3 per cento e al 52,5 per cento, livelli inferiori rispetto alla soglia minima indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e simili a quelli registrati circa 10 anni fa. Il calo netto rispetto al periodo pandemico indica un ritorno allo scetticismo e alla sottovalutazione del rischio influenzale tra gli anziani, il che rappresenta un problema significativo sia a livello individuale sia di sanità pubblica", si legge ancora sulle pagine del quotidiano.
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