Comunicati Stampa
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Riforma Schillaci: I Medici della Valle d’Aosta dicono NO. "Un modello che ignora la montagna e desertifica le vallate"
AOSTA, 25 Aprile 2026 – La Federazione italiana dei medici di medicina generale della Valle d’Aosta esprime profonda preoccupazione e ferma opposizione alla proposta di riforma del Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Il provvedimento, che mira a trasformare il medico di famiglia in un dipendente pubblico o in un ingranaggio vincolato alle Case di Comunità, viene giudicato inapplicabile, pericoloso e totalmente scollegato dalla realtà orografica e sociale della nostra Regione.
L'identità montana tradita
La Valle d’Aosta non è una metropoli pianeggiante. La nostra regione vive di una capillarità assistenziale che garantisce il diritto alla salute anche nelle frazioni più isolate. La proposta Schillaci, centralizzando l'assistenza nelle Case di Comunità, rischia di smantellare i 164 ambulatori periferici che oggi rappresentano l'unico presidio sanitario per migliaia di cittadini valdostani.
"Trasformare il medico di medicina generale in un dipendente aziendalista significa recidere il legame fiduciario con il paziente," "Nelle nostre vallate, il medico di famiglia non è solo un tecnico della salute, ma un punto di riferimento che garantisce la continuità assistenziale dove l'ospedale dista anche 100 chilometri."
I punti critici per la Valle d’Aosta:
• Desertificazione Sanitaria: La dipendenza e l'obbligo di operare negli hub delle Case di Comunità porteranno alla chiusura degli studi nei piccoli comuni montani, costringendo una popolazione anziana e fragile a spostamenti difficoltosi, specialmente nei mesi invernali.
• Fuga dei Giovani: In una regione che già soffre per la carenza di professionisti, l'imposizione di un modello rigido di dipendenza renderà la medicina generale ancora meno attrattiva per i giovani laureati, accelerando la crisi dei massimali (già oggi oltre la soglia ottimale di 1.200 pazienti).
• Inutilità delle Case di Comunità come "Unici Hub": Sebbene il potenziamento territoriale sia condivisibile, imporlo dall'alto senza considerare i tempi di percorrenza e le barriere geografiche valdostane è un errore metodologico imperdonabile.
Appello alla Presidenza della Regione e al Governo
Chiediamo con forza alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di sospendere l'iter del decreto e di aprire un tavolo di confronto che rispetti le autonomie speciali.
Esortiamo inoltre il Governo Regionale della Valle d’Aosta a non farsi ammaliare da "aperture di principio" e a difendere il modello di medicina di prossimità che ha finora garantito la tenuta del sistema valdostano. Non permetteremo che la logica del bilancio e della centralizzazione burocratica passi sopra i diritti dei cittadini della montagna.
Il Medico di Famiglia deve restare del Cittadino, non dell'Azienda.
Il Segretario Regionale FIMMG VdA
Dr. Nunzio Venturella















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