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"La riforma in primis va criticata per quanto concerne il metodo: non si può imporre un'idea di contrattualità con un decreto-legge. Si tratta di un attacco rivolto prima di tutto al cittadino, con un passaggio che non viene inserito in alcuna cornice di confronto", spiega a Today.it Carlo Curatola, membro dell'esecutivo nazionale Fimmg e segretario del segretario generale nazionale della sigla.
Il medico parla apertamente di "schiaffo alla categoria". Un "colpo basso" arrivato in un periodo in cui la sanità sembra pagare maggiormente pegno: "Si pensi ad un sistema in cui alla carenza degli organici si moltiplichino i fabbisogni di salute". Curatola invita a domandarsi quali saranno le conseguenze non tanto per i camici bianchi quanto per i pazienti. "Chiediamoci piuttosto quali sono le conseguenze per i cittadini nel caso in cui il medico di famiglia sarà un turnista che lavorerà a ore. Come reagirà di fronte allo smarrimento rispetto a un punto di riferimento? Andrà bene al cittadino il ritrovarsi ogni volta un medico diverso a cui dovrà raccontare la propria storia clinica?", afferma a Today.it il membro dell'esecutivo nazionale Fimmg.
Situazioni che complicheranno la vita soprattutto ai pazienti fragili e a quelli che soffrono di più patologie. E con possibili allungamenti dei tempi di cura. "Attualmente il medico di famiglia ha la capacità di ridurli perché è forte della conoscenza della storia clinica e costruisce una cartella clinica negli anni di assistenza in cui solidifica un'alleanza con il paziente e con la sua famiglia, facendo tesoro di molti dati", spiega Curatola, evidenziando l'importanza della conoscenza diretta delle specificità del paziente. "Se riesce a concentrare i tempi di cura in maniera virtuosa lo fa grazie a un rapporto di fiducia frutto di anni di lavoro. Chi è capace di misurare quanto pesi questo lavoro che fa parte della nostra specificità? Da questo punto di vista la manovra immaginata è disastrosa e lo è ancor di più se si pensa a come questo approccio possa impattare sulle liste d'attesa".
Ma quali saranno i prossimi passi dei medici di famiglia nei confronti dell'esecutivo? "Nel caso di controversia nazionale il ministero del Lavoro entro un termine di tre giorni lavorativi - decorrenti dalla comunicazione scritta che chiarisce le motivazioni della formale proclamazione dello stato di agitazione - può convocare le parti di controversia", afferma a Today.it il medico.
Il membro dell'esecutivo nazionale Fimmg ci spiega come lo stato di agitazione rappresenti il primo tassello di una mobilitazione che potrebbe dare vita ad altro nei prossimi mesi. "Si tratta dell'inizio di una serie di iniziative cadenzate nel tempo e che potranno anche avere un razionale geografico e che, in assenza di risposte concrete porteranno allo sciopero dei medici di famiglia. E noi siamo pronti a questo", spiega a Today.it Curatola. "Nel caso saranno le nostre segreterie regionali e a cascata quelle provinciali a mobilitare la categoria in Italia. I tempi non dipendono da noi: intanto rispettiamo l'iter disciplinato dal nostro accordo collettivo nazionale. Se non arriveremo a una soluzione non intendiamo arretrare di un millimetro su questa partita".
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