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Una riforma della medicina generale "deve essere in grado di partire dall'ascolto della generazione Z. I giovani hanno un'altra visione del lavoro che guarda maggiormente alla qualità della vita. E' il momento di cambiare i parametri". Così Silvestro Scotti, segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), spiega all'Adnkronos Salute la posizione delle Federazione sul futuro della categoria prima della sua relazione al congresso in corso a Vilasimius, Cagliari.
Per Scotti oggi "i sistemi contrattuali non sono più coerenti con le aspettative delle nuove generazioni. Questo mi sembra evidente anche rispetto alle scelte dei giovani medici". Fondamentale, dunque, per la Fimmg che è "fortemente rappresentativa di un'area di lavoro autonomo specifica, porsi il problema di analizzare come approccia il mondo del lavoro, la generazione Z, con quali aspettative, con quale formazione culturale".
C'è una richiesta che punta ad una "maggiore capacità adattiva, ad una attenzione all'intelligenza emotiva, alla capacità del lavoro in team, alla flessibilità. Ma per flessibilità del lavoro io non intendo: oggi faccio questo, domani faccio quell'altro, dopo domani per un mese faccio le ore. Ma devo poter avere, nell'arco della mia giornata, la possibilità di svolgere l'azione che serve: oraria, in presenza, in scelta fiduciaria, di iniziativa, di attesa sulla base dei bisogni che la popolazione mi chiede. In sintesi, la riforma della medicina generale deve ascoltare generazione Z, altrimenti non diventiamo attrattivi".
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