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"Nella legge di bilancio di cui abbiamo letto recentemente non viene contemplata nessuna misura a favore della medicina convenzionata, che comprende non solo la medicina generale, ma anche la medicina del territorio, i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali. Se non si investe e non si dà centralità alla medicina generale, ad esempio attraverso la defiscalizzazione del comparto o aumentando l''appeal della professione in termini economici, diventa difficile continuare a pensare che la medicina generale possa essere vista di nuovo come lo era e come lo è attualmente, da chi ci crede veramente, uno dei comparti centrali della sanità senza la quale non si può pensare di portare avanti un rilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Il problema è che il Servizio sanitario nazionale in questo momento attraversa una forte crisi di vocazioni". Lo ha detto Carlo Curatola, membro dell''esecutivo nazionale della Fimmg, intervenuto a Radio 24 in merito alla carenza dei medici di medicina generale.
"La professione in questo momento sta pagando il prezzo di un erroneo calcolo sul lato della programmazione che negli anni si è accumulato e che noi abbiamo più volte denunciato. Ma c'è anche da dire che c'è un disallineamento: accade che a marzo si iscrivono in 900 per il corso di formazione specifica in medicina generale, dopodiché di questi 900 in parecchi si iscrivono anche al concorso per le scuole di specializzazione mediche universitarie, che invece si svolge a luglio. Naturalmente succede che una parte di queste persone entra nelle scuole di specializzazione e non si presenta poi al concorso del corso di formazione per la medicina generale. Ecco perché c''è una una perdita di numeri", aggiunge Curatola, che comunque si dice fiducioso: "Nei prossimi anni secondo me i numeri riusciranno ad essere ristabiliti. Ma serve che i politici si assumano una responsabilità importante".
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