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Scotti: «Non è un'emergenza improvvisa, la professione va resa più attrattiva»
«La carenza di medici di famiglia non è un'emergenza improvvisa ma il risultato di una programmazione sbagliata durata decenni. Se non rendiamo la professione più attrattiva per i giovani medici continueremo a rincorrere le emergenze». Lo dice il segretario della Fimmg, Silvestro Scotti, commentando con "La Stampa" i numeri dell'analisi della Fondazione Gimbe realizzata sui dati Sisac.
Per Scotti la strada è chiara: «Servono percorsi formativi universitari strutturati, un'organizzazione del lavoro che valorizzi il lavoro in team nelle Case di comunità e condizioni professionali che permettano ai medici di famiglia di lavorare con tecnologie, personale di supporto e prospettive di carriera paragonabili a quelle delle altre specialità».
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