news
.
«Dopo tre anni di trattative e dopo le rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi, ci aspettavamo risposte chiare sulla chiusura dell'Accordo integrativo regionale (Air). Invece la Regione non ha saputo dare certezze e ha confermato che i vincoli del piano di rientro e la situazione dei conti della sanità non consentono margini di spesa, con il rischio di commissariamento. A questo punto non possiamo che prendere atto della situazione: interrompiamo la trattativa e proclamiamo lo stato di agitazione». Lo afferma il segretario regionale della Fimmg Abruzzo, Mauro Petrucci.
«Parliamo di un accordo fermo da quasi vent'anni - prosegue Petrucci - e di una trattativa avviata ormai tre anni fa, nel corso della quale avevamo manifestato più volte la nostra disponibilità a trovare una soluzione condivisa. Eravamo arrivati anche a dichiararci pronti ad accettare una proposta economica ad isorisorse, proprio per senso di responsabilità verso il sistema sanitario regionale. Senza l'Accordo integrativo regionale diventa molto difficile attuare concretamente le riforme previste dal PNRR e dal DM 77, che prevedono il rafforzamento dell'assistenza territoriale, con le Case della salute, gli ospedali di comunità e una maggiore integrazione tra territorio e ospedale. Sono modelli organizzativi che richiedono il coinvolgimento diretto della medicina generale, ma che, senza un quadro contrattuale aggiornato e senza un riequilibrio della spesa tra ospedale e territorio, rischiano di restare sulla carta».
«Il paradosso - osserva il segretario - è che mentre a livello nazionale si parla di rafforzare la sanità territoriale, in Abruzzo si continua a chiedere al territorio di fare sacrifici. Così si rischia di creare una medicina del territorio di serie B' rispetto ad altre regioni vicine che invece stanno investendo proprio su questo modello assistenziale».
FIMMG è ANCHE:
WEB SETTORI

























.jpg)


