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Palmisano (Fimmg Veneto)
Ieri il Pronto Soccorso dell'Angelo, a Venezia, ha registrato un afflusso eccezionale: 105 pazienti in attesa nel primo pomeriggio (49 codici bianchi, 36 verdi, 16 arancioni e 4 rossi, tra emorragie cerebrali e un infarto), saliti a 110 nel pomeriggio. Le barelle sono finite presto, richiedendo prestiti da altri reparti per gestire anziani e fragili. Nessun incidente stradale o picco influenzale, ma un sovraffollamento dovuto a codici minori (84% bianchi o verdi), casi impropri che appesantiscono i 5 medici in servizio.
La direzione dell'Usl 3 conferma: «Nella giornata di ieri si è registrato un importante afflusso di pazienti al Pronto soccorso dell'Angelo, superiore a quello medio del periodo. La direzione dell'Ospedale e delle professioni sanitarie si sono prontamente attivate per verificare il quadro complessivo, e per sollecitare i reparti ospedalieri ad una collaborazione ancor più intensa con le esigenze del Pronto soccorso, sia in termini di ricoveri sia fornendo il supporto logistico e di personale eventualmente necessario».
«Anche noi vediamo codici bianchissimi», fa notare Giuseppe Palmisano, segretario della Fimmg Veneto e medico a Quarto d'Altino, «e un abuso della richiesta di certificazioni, stiamo facendo la nostra parte». Poi l'attacco: «Se si tratta di casi così banali, allora in Pronto soccorso dovrebbero avere il coraggio di rispedirli al loro medico, di farli tornare a casa». Per Palmisano, l'inghippo è a monte e riguarda il triage: «C'è un problema di interpretazione dei codici, spesso diventa bianco anche una frattura, com'è possibile?». La soluzione, per i medici di base, passa dalla revisione del sistema delle priorità con cui vengono assegnate le impegnative: «Gli accessi diretti urgenti in Otorinolaringoiatria, Oculistica o Radiologia funzionano benissimo», spiega, «quando un paziente ha un problema urgente, in questo modo, lo inviamo direttamente all'ambulatorio e sono tutti accessi evitati in Pronto soccorso».
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