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"C'è un vecchio principio che, a volte, descrive meglio della politica ciò che sta accadendo: quando due fronti opposti ti accusano di fare esattamente il contrario, probabilmente significa che hai colpito il bersaglio. È il paradosso che sta vivendo oggi la FIMMG. Da una parte c'è la narrazione di DataRoom, secondo cui la FIMMG sarebbe stata così potente da bloccare il decreto e fermare la riforma della medicina generale, impedendo il passaggio alla dipendenza e ostacolando lo sviluppo delle Case di Comunità. Dall'altra parte, invece, arrivano le accuse di alcuni sindacati minoritari, dei professionisti della polemica permanente e dei tanti commentatori dei social, secondo i quali la FIMMG sarebbe addirittura 'asservita al potere', responsabile di aver costretto i medici di medicina generale a lavorare nelle Case di Comunità e di aver svenduto la categoria". È quanto si legge in un editoriale della Fimmg Roma.
"A questo punto viene quasi da scherzarci sopra, un bipolarismo con piu' identità contemporaneamente. Naturalmente la realtà è molto meno fantasiosa. L'identità' della Fimmg è una sola ed è sempre stata chiara nel tempo: difendere la medicina generale, l'autonomia professionale dei medici di famiglia e un modello organizzativo che metta davvero al centro il cittadino, senza trasformare i medici in semplici ingranaggi burocratici. Quando due estremi raccontano due storie completamente opposte, forse il problema non è chi sta nel mezzo, ma di chi ha bisogno di costruire una narrazione funzionale alle proprie convinzioni cercando giustificazioni. La verità però raramente vive negli estremismi. Più spesso si trova nella capacità di tenere insieme diritti dei professionisti, qualità dell'assistenza e sostenibilità del sistema sanitario. Per questo le accuse opposte finiscono quasi per annullarsi", prosegue l'editoriale.
"Se per qualcuno la Fimmg è quella che ha fatto fallire la riforma e per altri è quella che l'ha perseguita seguendo il disegno governativo , è evidente che almeno una delle due versioni non può essere vera. O forse nessuna delle due lo è. Viene allora una domanda, inevitabile. Non sarà che, pur partendo da posizioni ideologicamente lontanissime, alcuni commentatori, certa stampa e una parte del mondo medico più radicale condividessero, in fondo, lo stesso obiettivo? Quello di superare definitivamente il modello della medicina generale convenzionata, sostituendolo con un medico dipendente del Servizio sanitario, inserito in una struttura gerarchica e progressivamente privato della propria autonomia professionale sottoposto a ordini di servizio e deliberazioni?", si chiede la Fimmg Roma, sottolineando che si tratta di "una domanda legittima, perché quando soggetti così diversi arrivano, seppure con motivazioni differenti, a indicare la stessa soluzione, vale la pena interrogarsi. Nel mezzo la Fimmg che continuerà a fare quello che ha sempre fatto: confrontandosi, e proponendo soluzioni per difendere realmente una medicina generale moderna, capace di evolversi senza rinunciare ai propri valori fondanti. Se questo significa essere criticati dagli opposti in due modi diametralmente opposti , probabilmente è il prezzo da pagare per non appartenere a nessun estremismo, e aver colto nel segno. E, tutto sommato, è un prezzo che vale la pena pagare".
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