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Peterle (Fimmg Veneto): Stiamo lavorando per rendere di nuovo attrattiva la nostra professione
Il Veneto immette in servizio 176 nuovi medici di famiglia. I neodiplomati, freschi di titolo conseguito al termine del triennio di formazione avviato a maggio 2023 presso la Scuola di Sanità Pubblica regionale, andranno a rafforzare la rete degli ambulatori territoriali. Il loro arrivo giunge provvidenziale per iniziare a colmare le 747 sedi attualmente carenti nella regione, dove ogni medico di base assiste in media 1.526 cittadini, a fronte di una media nazionale di 1.383. Questi giovani professionisti andranno ad affiancare i 2.600 colleghi rimasti in attività dopo la contrazione del 14,1% registrata tra il 2019 e il 2024 e la successiva perdita di altri 140 dottori causata dall'ondata di pensionamenti che ha coinvolto il 40% della categoria.
Per garantire continuità al servizio, i 176 neodiplomati avranno l'obbligo di rimanere a lavorare in Veneto per almeno tre anni. L'obiettivo della Regione è creare un effetto traino per le future leve, fondamentale in vista delle prossime uscite per limiti d'età: entro il 2028, infatti, altri 469 medici di medicina generale compiranno 70 anni.
Per rendere più attrattivo il percorso, la Giunta regionale guidata dal governatore Alberto Stefani ha raddoppiato l'importo delle borse di studio per i corsisti, portandolo da 800 a 1.600 euro al mese grazie a uno stanziamento di 4,5 milioni di euro per il triennio 2026/2028. La misura ha parificato il trattamento dei medici di medicina generale a quello degli specializzandi universitari e si è accompagnata a un innalzamento dell'offerta formativa, arricchita con competenze avanzate come l'ecografia al letto del paziente.
Sul fronte dell'organizzazione territoriale, dopo tre ore di trattativa tra i vertici regionali e i sindacati di categoria, si è sbloccato l'accordo per l'impiego dei medici nelle 102 Case di Comunità previste in Veneto. L'intesa conferma il compenso orario di 60 euro lordi per tutti i professionisti coinvolti, superando le perplessità emerse nei precedenti incontri del 9 luglio in merito ai medici convenzionati dopo il 1° gennaio 2025 (ai quali si sarebbe altrimenti applicata la tariffa nazionale di 38,72 euro lordi). La Regione Veneto, investendo 5 milioni di euro, ha legato l'integrazione economica a specifici obiettivi territoriali e prestazionali. A chiarire l'esito dell'incontro e l'impatto complessivo dell'accordo sono intervenute le parole di Enrico Peterle, segretario regionale della Fimmg, che ha spiegato: «Per l'impegno nelle case di comunità resta il compenso di 60 euro lordi all'ora per tutto, come concordato. La Regione ne ha tracciato i contenuti, che invierà alle aziende sanitarie. E poi starà a loro declinarli a livello territoriale, a seconda delle esigenze nelle varie realtà che rappresentano il Veneto. Con tutto questo lavoro stiamo rendendo la nostra professione nuovamente attrattiva per i giovani», ha detto al "Corriere del Veneto".
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