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In Basilicata, la formazione dei futuri medici sta evolvendo: se in passato era concentrata quasi esclusivamente in ospedale, oggi si arricchisce di esperienze dirette nei nuovi ambienti di cura, come gli ambulatori dei medici di Medicina generale. Questo cambiamento è al centro di un confronto costante all'interno della conferenza permanente che riunisce atenei e medici di famiglia, dove si registrano collaborazioni sempre più solide.
La normativa vigente sulla laurea abilitante prevede che gli studenti di Medicina e Chirurgia svolgano un "tirocinio valutativo" propedeutico all'abilitazione professionale, che include un mese di frequenza presso lo studio di un medico di Medicina generale, per un totale di 5 crediti formativi. In questo contesto, la Fimmg Basilicata ha avviato le prime iniziative con l'Università degli Studi della Basilicata - Dipartimento di Scienze della Salute - per promuovere una collaborazione finalizzata alla ricerca, a eventuali sperimentazioni e, soprattutto, a tirocini pratici affiancati da tutor, piuttosto che a lezioni frontali.
Ambrogio Carpentieri, segretario provinciale vicario di Potenza della Fimmg, in un'intervista a "La Nuova del Sud" ha sottolineato il valore formativo di questa esperienza: «Il medico di medicina generale tutor insegna attraverso l'affiancamento dello studente, in studio e in domicilio, durante lo svolgimento della professione. Insegna le abilità pratiche cliniche, relazionali, gestionali e organizzative per essere medico; verifica, durante momenti di briefing e debriefing e discussione di casi, se ha compreso il significato dell'essere malato, e valuta se ha acquisito le abilità pratiche e sa eseguirle in maniera autonoma, i contenuti originali, peculiari e specifici della Medicina generale come disciplina».
Un sondaggio condotto in passato dalla conferenza permanente ha evidenziato come gli insegnamenti frontali di Medicina generale nei corsi di laurea magistrale siano risultati importanti e altamente propedeutici all'attività pratica negli ambulatori. Questo conferma il ruolo formativo completo e valorizzante dei tirocini pratico-valutativi. L'unico ostacolo, peraltro non insormontabile, rimane la difficoltà nel reperire studi di medici di famiglia disponibili a svolgere la funzione didattica.
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