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Le cartucce bagnate dell'interpellanza parlamentare sull'Enpam
In merito all'interpellanza presentata dal deputato M5S Andrea Quartini pubblichiamo per intero un editoriale tratto dal sito Salutein dal titolo "L'interpellanza pentasbagliata e le ragioni dell'Enpam".
Il caldo è diventato insopportabile e anche la politica non vede l'ora di andare in vacanza. Sono i giorni e le ore delle ultime scaramucce, nella speranza di lasciar in extremis un segno di sé da tramandare ai posteri e di far mediaticamente rumore, prima che il portiere di Montecitorio sbarri il portone. Lo deve aver pensato, giusto in tempo, anche l'onorevole pentastellato Andrea Quartini, medico prima, e si presume anche dopo, il suo essere deputato. E così il 24 luglio, giorno consacrato dalla Chiesa a Santa Caterina, non da Siena ma da Bolsena, il deputato Quartini presenta un'interpellanza, piena zeppa di capi d'accusa. Il bersaglio è di quelli grossi, potenzialmente buono per strappare più di un titolone sui giornali. L'obiettivo non dichiarato è di minare dalle fondamenta una Fondazione benemerita come l'Enpam, con una schiera al seguito di oltre trecentoquattromila iscritti, altrimenti soli, sparsi e indifesi, e un patrimonio superiore ai 31 miliardi di euro. Il destinatario dell'onorevole invettiva/bordata è il Presidente della Fondazione Alberto Oliveti, fresco di un mandato rinnovato per il quadriennio 2025-2029. Volete che facciamo chiarezza? Ci proviamo, entrando nel dettaglio dei capi d'accusa, degni nei toni e nelle intenzioni di un tribunale dell'Inquisizione ante litteram. Iniziando dai compensi del Presidente che, a detta del deputato Robespierre, pardon Quartini, avrebbero, raggiunto, fra stipendio, indennità e benefit, la ragguardevolissima cifra di un milione tondo di euro. Peccato che, a quanto pare, non sia così. Almeno per i vertici dell'Enpam, che hanno chiamato sul banco dei testimoni non il più accanito dei fan, ma il sito istituzionale. Tutto acclarato e tutto legittimo. Del resto, i compensi spettanti al presidente sono stati interamente stabiliti dall'assemblea generale, in piena autonomia e all'unanimità. E, badate bene, le attività aggiuntive, previste dall'assemblea generale e dal consiglio di amministrazione, sono remunerate dalle società in cui si partecipa e non vanno, quindi, in alcun modo ad intaccare le finanze della Fondazione.
Molto rumore per nulla numero 2. Secondo il documentatissimo onorevole interpellante, l'Enpam avrebbe perso nel 2012 cinquecento milioni di euro su contratti "derivati". Ma come è possibile affermare questo, ribatte la difesa, se non ci sono perdite, ma guadagni, come è facilmente rilevabile leggendo con un barlume di attenzione i bilanci della Fondazione pienamente disponibili online.
I misfatti addebitati all'Enpam non finiscono mai. Nel 2016, si legge nero su bianco nell'interpellanza, avrebbe sottoscritto un Fondo, denominato Atlante, per ricapitalizzare Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza con un'esposizione di trecentocinquanta milioni di euro, andati interamente in fumo. Senonché, come spiega sic et simpliciter la Fondazione, non c'è mai stato da parte della stessa nessun investimento né su Atlante 1, né su Atlante 2. Insomma una bufala a denominazione d'origine controllata e protetta.
Tentativo di affondamento della nave numero 4. Secondo l'illustrissimo e documentatissimo onorevole interpellante, sia lode al merito, medico presumibilmente, ahi lui, non iscritto all'Enpam, ma il dubbio garantista è d'obbligo, la benemerita Fondazione, che giusto fra un anno festeggerà i suoi primi 90 anni, avrebbe partecipato alla ricapitalizzazione della Banca Carige subendo, tanto per cambiare, ulteriori perdite e minusvalenze. Peccato che, come rimbalza dalla sede di Piazza Vittorio Emanule, l'investimento non è stato mai preso, neppure alla lontana, in considerazione. Stando così le cose, ad essere addebitata alla Fondazione è un'altra bufala ancora più lattiginosa delle altre.
Dulcis, anzi venenum in fundo, vuoi vedere che, dopo quattro falsi, questa è vera. Sarà vero che l'Enpam ha subito, minusvalenze in Montepaschi di Siena. Andate in pace. È falso anche questo e la verità sta nell'esatto contrario. La Fondazione ha infatti ricavato milioni di euro dall'investimento proditoriamente contestato e, incredibile ma questo sì vero, i proventi realizzati hanno consentito di finanziare i sussidi per la genitorialità ai medici e agli odontoiatri divenuti madri e padri.
La morale della storia? Ognuno può farsi la sua opinione, ma due domande sono d'obbligo. Chi rivolgerà un'interpellanza all'interpellante chiedendogli conto non una libera e legittima opinione, ma di un rinvio a giudizio formulato sulla base di dati e numeri non veritieri? E, soprattutto, chi risarcisce la Fondazione Enpam di un danno mediatico. non suffragato da prove incontrovertibili? La Fondazione Enpam gode del pieno sostegno di tutti i suoi iscritti e agisce nell'esclusivo interesse dei medici e degli odontoiatri, tutti, non iscritti compresi. Sino a prova contraria, naturalmente. E, a quel che appare, l'interpellanza di mezza estate ha le cartucce bagnate e ha sparato a salve, deviando l'attenzione da quello che la Fondazione e il suo Presidente fanno e sono chiamati a fare. Cercando di moltiplicare non le perdite, ma il numero, la qualità e la portata degli obiettivi. Errare umanum est, preservare sarebbe diabolico e controproducente per il bene non solo dell'Enpam, ma dell'intero Paese. Per accusare e affondare i colpi ci vogliono le prove. È la democrazia. Elementare Watson!
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