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Fimmg: 15% lascerà il primo anno
Scotti: 5.600 posti carenti e solo 2.600 borse, servono provvedimenti per velocizzare l'accesso
Mancano, nel nostro Paese, "circa 5.600 medici di famiglia rispetto a un rapporto ottimale medico/paziente per la popolazione. Ottimale significa, oggi, anche avere un numero di pazienti tale da lasciare una quantità di ore compatibili con la presenza del professionista in Casa di comunità senza andare in sovraccarico di lavoro". Ma con il bando per il Corso di Medicina generale 2026, che scade il 27 luglio, "le borse di studio disponibili sono poco più di 2.600. Evidentemente non sufficienti a coprire la carenza". A fare il quadro per l'Adnkronos Salute è il segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, che ribadisce l'appello al ministero della Salute per la messa in campo dei "provvedimenti necessari per velocizzare l'accesso di questi medici, perché in presenza di questa crisi e con questi numeri servono provvedimenti di emergenza. Quindi graduatorie rapide, valorizzazione dei vincitori e immediata partenza dei corsi nelle Regioni".
L'attuale carenza, poi, rischia di allargarsi perché "tra quest'anno, il prossimo e quell'altro ancora - considerando che il corso è triennale - altri colleghi andranno in pensione. Inoltre, in questo corso, fisiologicamente, dopo un anno il tasso di abbandono sarà tra il 15% e il 20% e questo perché diverse persone rifanno il concorso di specializzazione in altre branche. Insomma: seppure si riempissero tutti i posti di borsa di studio, comunque il 15% andrebbe via per fare altro", dice Scotti che invita a riflettere anche sui ritardi. "Le Regioni e il ministero ogni volta continuano a ritardare questo bando non determinando, così, un'offerta annuale strutturata, come se non fosse una cosa fissa, da programmare. Ma come si fa ad attrarre una popolazione di giovani se non è chiaro che destino avranno? L'attuale carenza dei medici di famiglia è legata ad errori di programmazione che risalgono ormai a 15 anni. Non era un mistero per nessuno che ci sarebbero stati pensionamenti di una larga fetta di colleghi e si doveva prevedere prima per una compensazione, come diciamo da anni".
Ma per superare le carenze serve anche rendere più attraente questa professione, a partire "dall'università. Durante il corso lo studente deve sapere che esiste la medicina generale, come esiste il pronto soccorso, come esiste la chirurgia, come esiste l'anatomia patologica. La materia deve avere lo spazio che gli compete rispetto agli obiettivi formativi di un medico, in modo da convincere i giovani del valore di questa disciplina che, come tutte le altre, deve essere considerata di serie A. E serve una retribuzione in linea, che valorizzi il merito e gli obiettivi", conclude Scotti.
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